Un richiamo che viene da lontano

Dio fece quello che anche noi sentiamo come un grande atto d’amore, creò i suoi figli, diede loro un corpo da uomo ed uno da donna, perché ognuno conoscesse di sé le due parti interiori, quella maschile e quella femminile, per portarle a completamento.

Un giorno i suoi figli dissero: “Abbiamo bisogno di conoscere e di sapere tutto ciò che è possibile su di noi e su tutto quanto ci circonda, così abbiamo deciso di lasciare questa Casa per intraprendere un cammino oltre questo Giardino pieno di cibi prelibati, per piantare il seme della conoscenza in altri luoghi e mangiarne i frutti.”

Così il Padre rispose loro: “Andate figli miei e portate con voi la mia benedizione ma fate attenzione, perché il cammino della consapevolezza è arduo e prevede dure prove. Che alla fine del vostro peregrinare, la vostra Coscienza vi riporti a Casa e vi ricongiunga a me. Ora che vi apprestate ad entrare nel mondo dell’apparenza, cercate di non dimenticare che voi siete sempre in me ed io in voi e mai ci separeremo. Ecco io fornisco al vostro corpo gli strumenti per muoversi nel mondo. Metterò i sensi nei vostri occhi perché possiate vedere le forme ed i colori; nelle vostre orecchie perché possiate ascoltare i suoni ed i rumori; nel vostro naso per sentire i profumi e gli odori; nella vostra bocca per assaporare il dolce e l’amaro; nelle vostre mani per toccare e distinguere di quanta diversa materia è fatto il mondo. Ma il senso più importante sarà quello che non si vede, e lo metto qui nel vostro cuore, questo sarà la bussola che mai vi farà perdere la strada maestra.

Siate vigili perché il sonno è in agguato nella terra delle apparenze, fuori da questo Giardino senza confini lo spazio avrà un limite, tutto vi apparirà come due forze contrapposte che si guerreggiano e vi sembrerà impossibile poterle accettare entrambe. Ad una darete un giudizio negativo e all’altra positivo, e sarete travolti da quest’altalenanza irrefrenabile. Quando vivrete nel bene sarete attratti dal male, e quando soffrirete a causa del male cercherete disperatamente il bene. Quando sarete nella luce avrete paura che arrivi il buio, e quando vi troverete nel buio sarete impazienti che torni la luce. Ci sarà anche il tempo che qui non conoscete, ci saranno un prima e un dopo, ma a voi servirà solo l’attimo di ora.

Poi un giorno vi ricorderete delle mie parole e non avrete più bisogno di dare giudizi, e da una duplice forza ne creerete una sola, risentendo nel cuore l’unione primaria che oggi scegliete di abbandonare. Andate, sperimentate, conoscete e tornate. Il mio amore è con voi, sempre! “

Così i figli s’incamminarono, non sapendo quanto lunga sarebbe stata la strada da percorrere e quanto lontano sarebbero arrivati. Tanto lontano da dimenticare quel Giardino e quelle parole, ma mai abbastanza da far tacere l’eco interiore di quell’ultima esortazione “tornate”; da far fermare l’ago della bussola nel proprio cuore, instancabile nell’indicare la direzione che porta a Casa.

E’ da allora, da quella separazione, che sempre di più abbiamo sentito un senso d’incompletezza, di mancanza, a volte un’inspiegabile struggente nostalgia, che abbiamo voluto pensare riguardasse le cose materiali che ci mancavano, o le persone che non avevamo vicino, mentre il vuoto è molto più profondo e arriva da molto più lontano.

Nel mondo delle apparenze abbiamo cercato fuori ed ora cerchiamo dentro. Qualcuno si è risentito a Casa, ma i più ancora s’ingannano giocando con l’altalena e alla lotta, ed io? Sento una voce incessante che mi chiama e mi chiama, ed io vado cercando di seguirne la direzione, col celato desiderio di veder apparire all’orizzonte quel Giardino, di riconoscerlo e non avere più memoria di sofferenza alcuna.

Marilea Gatta                      

22/11/2013  (dopo il Darshan dato da Madre Meera)