La morte è una questione di coscienza


Messaggio 15 ottobre 2016

Anime care, sorelle, maestre in missione un bocciolo si schiude, mostra la sua natura, una foglia germoglia, porta energia all’albero, muta colore, ingiallisce, appassisce e cade al suolo per essiccarsi e perdere ogni suo vigore. La sua caduta porta alla dissoluzione la forma che s’identifica con l’humus che l’ha generata e diviene un tutt’uno con il grande corpo della Madre Terra e con la vita del Grande Padre Spirito del Tutto. Questo processo di liberazione è di una bellezza essenziale, che voi per ignoranza chiamate morte. Il dolore di coloro che restano è solo l’attaccamento emotivo alla forma inerte e non all’anima che sta uscendo da quel corpo  materiale. E’ necessario accettare che la morte è il modo con cui l’anima si libera della sua angusta prigione. E’ un solo un cambiamento, una transazione, un abbandono, una dinamica per accedere a un’essenza più sottile. E’ la fine di determinate funzioni, come la fine d’esistere in 3^D, proprio come il concepimento e la nascita all’inizio della vita. Nelle vostre infinite incarnazioni vita e morte sono stati semplici stati di esistenze, passaggi di transizione verso l’immensa Totalità.

La morte per l’umanità rappresenta la cessazione che coinvolge la fine di ogni attività fisica.  La morte non esiste come voi pensate, perché subito dopo c’è sempre una nuova nascita. Voi dimenticate o forse non sapete che ogni notte, nel sonno cessate d’essere attivi e iniziate a vivere a un livello differente. Non riportate nella coscienza e nel cervello il ricordo di quelle uscite notturne, di ciò che vivete, gli incontri che effettuate, le azioni che eseguite e al risveglio spesso perdete  la memoria d’aver raggiunto naturalmente un’altra dimensione senza mettete in relazione il sonno con la morte. La morte è un lungo intervallo in cui manca l’esistenza nel mondo fisico. Quando prendete coscienza d’essere nello stato di morte, siete andati solo in un tempo senza tempo più lungo del  sonno. La differenza nei due fenomeni consiste che nel sonno il filo magnetico o energetico, nel quale passa la forza vitale del corpo fisico congiunta ai corpi sottili, resta collegato e costituisce il mezzo che permette di ritornare nel corpo fisico. Nella morte invece quel sottile filo vitale si spezza e il ritorno nel corpo non è più consentito. Il corpo fisico perde i principi di coerenza che lo tenevano in esistenza e si in breve si autodisintegra. 

La morte è un’attività che avete praticato più volte. Voi siete morti tante volte e siete rinati, ma a livello cosciente avete perduto il ricordo di vite passate, restano tracce evidenti solo nella memoria cellulare posta nell’inconscio profondo. La morte è una questione di coscienza, voi da svegli nel mondo fisico non siete coscienti, solo quando vi ritirate nei mondi sottili paralleli  siete attivamente coscienti. 

Finché vi identificherete con il vostro corpo, la morte sarà per voi causa di grande timore. Quello stesso timore che risale a esistenze lontane. L’inconscio vi porta vagamente a pene e sofferenze senza riferimenti precisi, dovuto a uno stato doloroso di trapasso della coscienza. E’ importante e necessario in tempi di cambiamenti, che  vi riappropriate della vostra antica consapevolezza, di quella luce, quella comprensione nella verità, affinché la coscienza sia viva in voi e siano risvegliate nelle vostre profondità, gli insegnamenti della Saggezza Antica e la consapevolezza del mistero di chi realmente siete. Ogni insegnamento si aggiungerà ad un altro, affinché la conoscenza possa liberarvi dall’ignoranza. Questo tipo di consapevolezza è l’energia che vi insegnerà perché siete rimasti nella ruota del tempo. Inoltre comprenderete perché da un’esperienza, ottenete una frizione che si trasforma in problema e in crisi e perché non riuscite a risolverla. 

Quello che imparate, care anime sorelle, fa parte delle Antiche Scuole. Quel poco che riaffiora in voi fa parte degli insegnamenti provenienti dalle scuole di Saggezza Egizia, applicabili allora nella vita come lo sono anche adesso. 

La morte non esiste, perché a ogni morte c’è una nascita nuova, rammentatelo bene.  Esiste per voi invece l’ingresso in una vita libera senza limitazioni create nello stesso mondo fisico.  La vita non si distrugge, ma si trasforma e mentre la piccola dimora di carne si sperde nell’esilio terreno, si prepara una regno eterno nei cieli.    

Durante il sonno voi, con il corpo eterico, con quello del desiderio, con il corpo mentale  uscite fuori dal corpo fisico e dilatati fluttuate in ogni direzione liberi negli spazi, mentre il vostro corpo inerte giace addormentato. Questo fenomeno vi permette incontri con altre entità di uguale frequenza rigenerando le cellule logorate dall’attività diurna. Attraverso un profondo sonno il vostro corpo acquisterà energie vitali e la mattina vi sentirete ritemprati. Nelle vostre attività oniriche voi restate collegati al piano terrestre attraverso il sottile filo d’argento. Nel momento supremo dell’abbandono  del corpo, in quello stesso impulso della nuova nascita in cui dovete raggiungere un altro piano, accorrono le guide e gli aiutatori che vi hanno seguito e sostenuto per l’intero percorso. Essi sono disincarnati e per servizio si prodigano in un’opera d’amore per offrire il loro soccorso a coloro che raggiungono l’altra dimensione. Tutti coloro che accorrono in aiuto sono trapassati da tempo in attesa di nuova incarnazione, oppure entità eteriche mai entrate in 3^D che affiancano con dedizione le anime ad esse affidate. Le guide spesso sono accanto all’entità che ha lasciato il corpo da poco, accogliendo nella nuova dimensione le anime appena disincarnate per confortarle e aiutarle a prendere coscienza della nuova dimensione. Esse non possono intervenire nel karma delle anime che assistono. 

Ognuno durante la vita ha costruito per sé un corpo del desiderio in una certa densità e finché questo corpo non sarà dissolto, il passaggio a un livello superiore non sarà possibile. La lunghezza della vita nel mondo astrale, dipende dalla natura dell’ultima esistenza sulla Terra e dall’atteggiamento mentale dopo la morte. L’anima comprende d’aver percorso un sentiero non sempre corretto attraverso le passioni, le emanazioni, i pensieri, i desideri bassi ai quali ha aderito e non ha compiuto certi doveri, non ha pagato qualche debito. In angoscia, dopo averne preso coscienza, intende risanare gli errori commessi e intende penetrare con il corpo ancora nel mondo fisico.  Per raggiungere il proprio fine  sul piano terrestre, le anime devono sviluppare la perfezione già esistente in loro.  

Nessuno nasce per caso sulla Terra. Le necessità di un essere sono previste, tutto è preparato per una nuova esistenza. Anche la venuta del M° Gesù è stata decisa dalle alte Entità Celesti. Nulla è lasciato al caso. Tutto avviene alla data stabilita, anche un incidente, la morte di una persona cara ha le sue ragioni d’essere e tutto è determinato. Se un’anima deve incarnarsi è stabilito con cura il tempo e il luogo in cui nascerà. Sarà previsto anche con precisione la personalità a livello planetario astrale per determinare le influenze energetiche che lo solleciteranno per tutta la sua esistenza. Quell’essere arriva in un determinato e puntuale momento, così anche il concepimento è previsto e fissato. Per l’entità incarnata fin dall’inizio le energie all’interno e all’esterno devono corrispondere esattamente a ciò che l’anima aveva vissuto nelle incarnazioni precedenti e vivrà nella incarnazione successiva. Il programma prestabilito è sacro, ma ciascuna anima ha il privilegio del libero arbitrio e per impulsi evolutivi può scegliere un percorso diverso. Ma la scelta comporta anche gli errori in cui si possono contrarre debiti karmici, che vanno pagati.  Avanti a sé l’anima farà le sue scelte e saranno valutate le sue determinanti capacità d’accettazione, le sue decisioni, il suo amore verso il prossimo, la carità, la misericordia, la compassione e tutto quello che attraverso un  cammino difficile porta alla meta. La meta si raggiunge solo se si cerca di salire in cima alla Montagna della Trasformazione, della Saggezza e dello Spirito.      

Percorrere la Via dello Spirito significa trasferire nella realtà tutte le conoscenze in Saggezza,  significa anche modificare costantemente la propria vita, le proprie esperienze, il proprio comportamento in divenire, essere nuovi nella nuova Vita e in ultimo significa diventare un Essere Evoluto nella Via della Trasformazione Totale.    

Vi benediciamo Anime care, Anime sorelle e che il vostro cammino sia illuminato dalla sacralità della Saggezza, della Trasformazione, dello Spirito e dall’Amore.  

I Maestri del Karma