MESSAGGIO 08/07/2011

Care Sorelle,

il tempo passa e trascorre senza tempo, perché in realtà cosa lo scandisce e lo rende tale? Così è quando siete in meditazione, dovreste cadere nel non tempo, nella vera dimensione dell’Essere.

Perché se non vi esercitate non riuscite a contattare la dimensione del “non tempo”?

Questo accade perché ogni giorno per voi sulla terra tutto procede col scandire delle ore, l’alba, la mattina, il mezzogiorno, il pomeriggio, il pomeriggio inoltrato, la sera, la notte.

Dove è la differenza di colei che vive centrata nel suo Essere e quella che vive ordinariamente?

E’ tanto sottile quanto basilare, essenziale, è unica. Vivere nel centro è osservare il dipanarsi di ogni cosa, è vivere l’attimo eterno, dove si perde la cognizione del tempo, che non ha più importanza.

Ogni attimo è unico e in quanto tale diviene eterno, non ha un inizio né una fine, è semplicemente. Dato che risulta difficile vivere in questo stato nella vostra dimensione, meditare quotidianamente addomestica la mente a quietarsi, a lasciarsi andare. Più si procede in avanti nel cammino spirituale, maggiore è il desiderio di vivere nel “non tempo” e quando questo non accade, quando al contrario si sperimenta la quotidianità senza distacco ma con patos e sofferenza, maggiore è il disagio e maggiore sarà lo stress.

Occorre a questo punto ritornare un po’ indietro e con disciplina ritrovare, ogni giorno, quegli spazi di preghiera o meditazione.

E’ come l’affamato, che ha conosciuto il cibo e le varietà delle pietanze, ha scelto quella che preferisce e all’improvviso non può più assaporarla.

Per vivere la “meditazione” occorre svuotarsi totalmente e per farlo si abbisogna di tanti piccoli momenti, che all’inizio vengono vissuti singolarmente, ma poi senza accorgersene divengono piano, piano sempre più grandi e così dall’attimo si passa ai minuti, alle ore, fino ad arrivare a tutto il tempo.

Se si riesce in questo, ogni barriera visibile e invisibile decade e si è un tutto Uno con la Vita.

Ogni qual volta vi allontanate dalla Sorgente, provate e vivete un senso di frustrazione e con grande dispendio di energie vi interrogate, esprimete i vostri malesseri, che altro non sono la manifestazione del vostro distacco dal centro. Comprendo e comprendiamo quanto sia difficile, ma avete tutti gli strumenti per trasformare quanto vi accade e se ogni attimo viene ricondotto al vostro Centro, chiedendo aiuto, a tutti gli Esseri di Luce che vi circondano, non avrete da temere.

In realtà per vivere voi respirate e nel respiro è racchiuso tutto. Se avete un problema che vi agita, cosa fate per ristabilire un momento di quiete? Prendete aria, quindi nell’ispirarla la portate dentro di Voi, questo è l’esempio più calzante per i vostri momenti di disequilibrio.

Nel compiere questa azione, riportate l’attenzione in Voi e nell’espirazione vi liberate dal problema, quindi questo è il modo in cui dovreste vivere sempre. Ogni situazione esterna a voi va riportata nella propria interiorità, che sa perfettamente come trattarla.

Respirare è contattare quella parte invisibile che è nell’etere, cioè l’aria e invitarla a entrare in voi, per poi lasciarla andare, in questo movimento di prendere e dare c’è un unico punto fermo: la vostra Essenza e tutto ruota intorno ad Essa.

L’Ego, la mente, servono per imparare ad usare quei filtri di protezione e di scelta, dato che si tratta di scegliere sempre. Voi possedete la facoltà che vi permette di discernere. La consapevolezza si esplica ogni qual volta voi vi rendete conto di respirare e il modo come lo attuate, per ribadire l’esempio di prima.

Alimentate il Vostro Centro costantemente.

Abbandonatevi alla Vostra Interiorità, che saprà guidarvi.

Collaborate con l’Universo, entrate in contatto con ciò che non vedete. Il pensiero crea, create nella vostra mente. Il Contatto, dapprima immaginario, ma se voluto e con costanza nutrito, diverrà realtà.

Siate ciò che volete essere e così sarà.

Nel professare la Vostra Luce, cosa ne impedisce la realizzazione?

Rimuovete in voi tutti quegli ostacoli che lo impediscono. Non siate come i castori, non avete bisogno di dighe, l’acqua se trattenuta diviene stagnante, mentre lasciatela scorrere, accompagnatela nel suo fluire, avrete modo così, di scoprire tutte le sorprese che la vita ha in serbo per voi.

Scrivete cosa volete essere e ogni giorno dedicate a quello che avete espresso la vostra attenzione. Ogni qual volta vi sarete discostate dalla Vostra intenzione, osservate ciò che vi ha distratto e riprendete le redini.

Se vi osserverete a fine giornata, ogni alba sarà migliore. Alla fine non avrete bisogno di ricapitolare e di ricordare “ciò che volete essere” perché istintivamente lo farete sempre più spesso fino ad assottigliare le distanze:

la giornata sarà la sera

la sera diverrà mattina

la mattina sarà ora

l’ora diverrà l’attimo

l’attimo sarà Presenza

Vi auguro buon lavoro e che la benedizione del Padre discenda su di Voi

In Amore dal nostro Cuore al Vostro in un unico battito, vi lasciamo nel nome del

               Padre       Figlio e      Spirito Santo

             Amore    Conoscenza      Purezza

E così è

Myriam di M.

by Miria